Sabato 13 Marzo si è svolto in
sala Alessandrini a Crema un convegno, organizzato dalla
professoressa Tacca, riguardante il tema del software libero.
Ad esso sono intervenuti il direttore di Linux Magazine,
dott. E. Somma,
che ha

tracciato una “breve”storia dalle
origini dell’ OpenSource ad oggi; il professor A. Rubini
che ha invece fornito diversi spunti interessanti per l'adozione
dell'OS nel mondo scolastico; e dei giovani rappresentanti
dell’università d’informatica di Crema che hanno
parlato di Linux e Ricerca Universitaria e presentato il
cluster dell'Università.…ma cerchiamo di capire meglio
di cosa stiamo parlando!
Con il termine “Open Source” si intende un software distribuito
con una licenza che ne consente la libera distribuzione
in forma sorgente e conferisce la possibilità all’utente
di poter modificare il programma originario e di poter distribuire
la versione modificata. Come ha spiegato

il dott. Somma, un software per
essere ritenuto libero deve avere le seguenti libertà:
-libertà 0 (o libertà fondamentale): libertà
di eseguire il programma per qualunque scopo, senza vincoli
sul suo utilizzo;

-libertà 1: libertà
di studiare il funzionamento del programma, e di adattarlo
alle proprie esigenze;
-libertà 2: libertà di ridistribuire copie
del programma;
-libertà 3: libertà di migliorare il programma,
e di distribuire i miglioramenti.
A questo punto una domanda sorge spontanea: “Quali vantaggi
avrebbe uno sviluppatore di software a distribuire il proprio
lavoro attraverso le regole dell’open source?” Scrivere
un programma Open Source offre la garanzia all’autore, se
si tratta di un buon programma, di usufruire del lavoro
e dell’assistenza di una quantità di altri programmatori
esperti sparsi per tutto il mondo. In pratica, non si ha
nessun guadagno nel distribuire il proprio codice ma si
ha la possibilità che qualcuno richieda vostra competenza
e sia disposto a pagarla.
E’ intervenuto poi il professor Rubini che ha spiegato il
software libero per la didattica e ha riportato i vantaggi
che si traggono nell’utilizzo di tale software nell’ambito
scolastico. Un primo vantaggio è quello economico:
il software libero si può ottenere a costi zero o
ad un prezzo molto contenuto (tuttalpiù si pagano
i servizi attorno a questo prodotto). Inoltre, gli studenti
possono ottenere il software senza ulteriori spese per le
famiglie. In più, se i calcolatori nelle aule di
informatica delle scuole si basassero su software libero
sarebbero molto più interessanti da utilizzare per
gli studenti, che potrebbero analizzare tutte le problematiche
di programmazione avendo accesso diretto al codice sorgente
di tutti i programmi, potendo quindi provare a modificarli
per capirne meglio il funzionamento.

L'uso di sistemi gratuiti,
tra l'altro, porrebbe un freno al veloce invecchiamento
delle aule informatiche, in quanto gli utenti di sistemi
proprietari sono praticamente obbligati ad acquistare nuove
versioni dei programmi ogni paio d'anni, e di conseguenza
ad acquistare nuovi calcolatori. Questo veloce invecchiamento
non si verifica quando si usano programmi liberi, in quanto
la compatibilità nei file dei dati delle varie versioni
è assicurata da una standardizzazione a livello internazionale
dei protocolli di comunicazione e del formato dei dati.
Hanno poi preso parte al convegno Gian Paolo Ghilardi, Massimo
Fierro e Davide Rebeccani, giovani rappresentanti dell’università
di Crema. Ghilardi ha esposto una breve introduzione sul
legame tra l’Open Source e l’Università, Fierro ha
spiegato i motivi e le necessità che portano alla
scelta di realizzare un cluster (nel loro caso si sono concentrati
in particolar modo su cluster dedicati al calcolo scientifico),
ed infine Rebeccani che ha parlato di Open Mosix, un cluster
per il calcolo parallelo massimo.
E’ stata una piacevole mattinata nella quale si è
potuto approfondire le proprie conoscenze sull’open source,
una nuova realtà d’oggi!
Denise Gramignoli, Andrea Simonetti, Emanuela Venturelli